Sembra l'espediente narrativo di un thriller. È una struttura reale, percorribile, e una volta salvò davvero la vita a un papa.

Una via di fuga costruita secoli prima che servisse

Papa Niccolò III fece costruire il corridoio fortificato elevato negli anni 1270, collegando direttamente il Vaticano a Castel Sant'Angelo — l'antico mausoleo romano diventato fortezza — proprio affinché un papa minacciato potesse raggiungere un baluardo difendibile senza mai mettere piede in una strada aperta. È una delle “curiosità segrete” meglio documentate del Vaticano, trattata brevemente nella nostra rassegna dei misteri vaticani — questa è la storia completa.

La notte in cui fu davvero usato

Durante il Sacco di Roma del maggio 1527, le truppe ammutinate di Carlo V invasero la città; Papa Clemente VII fuggì attraverso il Passetto verso Castel Sant'Angelo mentre le Guardie Svizzere difendevano le scalinate del Vaticano alle sue spalle, nella stessa difesa ancora oggi commemorata dalla Guardia — guadagnandogli esattamente il tempo necessario per mettersi in salvo.

Cosa c'è oggi

Il corridoio è ancora in gran parte intatto. L'accesso pubblico è limitato e discontinuo — alcune sezioni aprono occasionalmente tramite visite guidate organizzate da Castel Sant'Angelo piuttosto che dal Vaticano stesso, quindi conviene verificare la disponibilità attuale piuttosto che contare su una visita.