Una guerra che rase al suolo città in tutta Europa lasciò pressoché intatto uno stato di 44 ettari, nel mezzo di una capitale occupata.

Territorio neutrale in una città occupata

La Città del Vaticano mantenne la neutralità diplomatica ufficiale per tutta la guerra sotto Papa Pio XII, anche mentre Roma intorno ad essa cadeva sotto l'occupazione tedesca dal 1943 e, più tardi, subiva i bombardamenti alleati alla periferia.

L'accordo di “città aperta”

Nel 1943, Roma fu dichiarata “città aperta” — una designazione secondo cui le forze occupanti e quelle in avanzata concordano di non difenderla né attaccarla militarmente — un accordo a cui si attribuisce di aver risparmiato gran parte del centro storico, Vaticano incluso, dalla distruzione vista altrove in Europa.

Rifugio dietro le mura vaticane

La ricerca storica documenta sempre di più rifugiati, tra cui romani di fede ebraica, accolti in proprietà vaticane e altri edifici ecclesiastici in tutta la città durante l'occupazione tedesca, anche mentre la diplomazia pubblica del Vaticano restava cauta e per lo più dietro le quinte.

Liberazione

Le forze alleate liberarono Roma nel giugno 1944; il Vaticano, mai occupato né bombardato nonostante i combattimenti intorno, uscì dalla guerra con la propria indipendenza e il proprio territorio intatti.